Pompei: dopo il disastro

“A tratti riluceva d'immacolato biancore, a tratti appariva sporca, screziata di macchie secondo il prevalere della cenere o della terra che aveva sollevato con sé”. Quella descritta da Plinio il Giovane, in una lettera a Tacito, è la nube provocata dall’eruzione del Vesuvio che nel 79 d.C. sommerse le città di Pompei, Ercolano, Stabia e Oplontis con una pioggia di pomici, cenere e lapilli.

Uno dei centri più vivi e ricchi della Campania fu così completamente distrutto: case, alberi, uomini rimasero intrappolati sotto la coltre di ceneri che continuarono a cadere al suolo per 24 ore. Per iniziare gli scavi si dovette attendere fino al XVIII secolo.

Ma oggi, dopo quasi 2000 anni, Pompei ha ancora una storia da raccontare: quella della sua lunga, difficile e imponente ricostruzione. I miti legati alla sua storia, il fascino e la suggestione delle sue rovine, vivono negli occhi dell’oltre un milione di visitatori che ogni anno si recano nella città vesuviana per toccare con mano un pezzo autentico di antichità romana.

"Pompei è un deposito vivente di conoscenza e un inesauribile tesoro di nuove e sorprendenti scoperte”, le parole dell’archeologa Ersilia D’Ambrosio che ci accompagnerà nella ricostruzione di ciò che accadde dopo l’eruzione, che ha reso Pompei un paradigma del presente.

Esiste infatti un legame tra l’eruzione di 2000 anni fa e la nostra età contemporanea, segnata da disastri naturali che colpiscono direttamente l’uomo, mietono innumerevoli vittime, distruggono arte e cultura, paralizzano infrastrutture ed economia.

POMPEI: DOPO IL DISASTRO, mercoledì 23 ottobre alle 22.40, su History, canale 407 di Sky.