La cospirazione di Soros

Nel marzo 1944 la Germania nazista invade l’Ungheria. Al tempo George Soros è un ragazzino ebreo di 13 anni che vede con gli occhi di un adolescente un’occupazione sempre più crudele e rigida. Soros riesce a salvarsi grazie a documenti falsi e nel 1947 emigra in Inghilterra, dove diventa un brillante studente alla London School of Economics.

Sembra una tra le tante storie che accompagnano gli anni bui della seconda guerra mondiale, ma solo all’apparenza. Perché recentemente George Soros è stato attaccato da alcuni giornalisti e politici, che lo hanno anche definito “collaboratore nazista”.

Oggi addirittura c’è chi considera Soros il peggior nemico dell'Europa e degli Stati Uniti, architetto di un complotto per distruggere gli stati nazionali e inondare l'Occidente di immigrati. Tra questi anche Matteo Salvini che lega l'aumento dello spread del 2018 a “una manovra di speculatori alla vecchia maniera, alla Soros, che puntano sul crollo del Paese per comprarsi a livello di saldo le aziende sane”.

Ma proprio nel 2018 questo multimilionario ungherese è stato nominato come Financial Times Person of the year per il suo sostegno di cause umanitarie dal valore di 18 miliardi di dollari.

Contraddizioni, luci e ombre stanno definendo la narrazione che circonda George Soros. Mentre il populismo e il nazionalismo emergono in tutto il mondo, le cospirazioni attribuite a Soros sono l'incarnazione moderna dell'antisemitismo? O c’è altro che rimane nascosto all’opinione pubblica?

Per il ciclo History Now, La cospirazione di Soros, lunedì 31 agosto alle 21.50 su History, canale 407 di Sky.