Il regime della follia

36.845 internati nel 1902, 62.127 nel 1926 e 94.946 nel 1941: è il numero di internati nei manicomi italiani, un dato che aumenta nel corso dell’avanzata del partito fascista in Italia.

Al tempo bastava davvero poco per essere rinchiusi tra quattro mura. Gli ospedali psichiatrici non ospitano più solo pazienti con bisogno di cure, ma diventarono lo strumento perfetto per fermare dissidenti, oppositori politici e qualsiasi persona potesse essere ritenuta scomoda per il regime.

Come Ida Dalser, l’amante rinnegata dal Duce che finirà la sua giovane vita nei manicomi di Pergine Valsugana e San Clemente a Venezia. La sua colpa? Amare quell’uomo che scala le vette politiche trasformando i propri difetti in punti di forza. In più Ida gli dà anche un figlio, disconosciuto nel preciso istante in cui Mussolini comincia a toccare l’apice della sua carriera politica.

In seguito alla marcia su Roma nell’ottobre 1922, il Paese è costretto ad accettare il clima di terrore, la “fascistizzazione” delle istituzioni e il loro utilizzo come mezzi di repressione. I manicomi diventano il simbolo di un regime malato e paranoico, ossessionato dal pericolo di un nemico interno e disposto a qualunque cosa pur di distruggerlo.

Il Regime della Follia è il racconto di un amore passionale e malato tra un‘Italia ferita, rappresentata da Ida Dalser, e il Duce, il suo Uomo: oltre trenta anni di un’Italia segnata dall’ascesa del fascismo e del suo creatore, visti dalle mura dei manicomi dove Ida trascorre i suoi ultimi venti anni di vita.

IL REGIME DELLA FOLLIA, una produzione originale History in collaborazione con la Scuola Holden di Torino, lunedì 4 Novembre alle 21.00, canale 407 di Sky.