Breve storia dell'Arrampicata

“Ogni itinerario è una coreografia per me. Una creazione. Io mi vedo come un artista e dipingo con il movimento su tele della natura.” Se le parole di Matt Bush sembrano un po' pretenziose o preziose, tenete a mente che lui non è un rocciatore ordinario: è un solitario senza assicurazione, il che significa che scala pareti rocciose completamente da solo e senza corde o dotazione di sicurezza. Il minimo passo falso significherebbe morte certa. Guardarlo lavorare è come guardare l'opera d'arte rappresentativa più ad alto rischio del mondo: uno spettacolo che porta gli spettatori a coprirsi gli occhi e a stringere le mani sudate per la paura.

Ma come siamo passati dalle fasi iniziali dell'alpinismo agli snervanti, spericolati solitari senza assicurazione di oggi?

I primi pionieri

È impossibile determinare quando gli esseri umani abbiano iniziato a scalare vette minacciose. È ragionevole pensare che la pratica sia cominciata nei primi periodi della civilizzazione, quando viaggiatori ed esploratori dovevano arrampicarsi per necessità piuttosto che per piacere. Uno dei primi alpinisti attestati nei registri storici fu Antoine de Ville, un servitore della corte di Carlo VIII di Francia, che conquistò il Monte Aiguille nelle Prealpi francesi nel 1492. Era una scalata tecnicamente complessa, che prevedeva corde e scale, ed è generalmente considerata come il punto di partenza di quello che sarebbe divenuto poi noto come alpinismo.

Un'altra tappa fondamentale arrivò secoli dopo, nel 1786, quando due francesi, Michel-Gabriel Paccard e Jacques Balmat, realizzarono la prima ascensione al Monte Bianco, la vetta più iconica d'Europa. È stata ritenuta un successo sbalorditivo, anche perché la coppia l'ha compiuta senza piccozze o corde, su un itinerario che sembrava impossibile da conquistare.

L'alpinismo divenne una passione sportiva a tutti gli effetti in era Vittoriana, grazie ad una figura chiave come Alfred Wills, che raggiunse la cima del Wetterhorn nelle Alpi svizzere nel 1854. In verità non fu lui il primo scalatore a conquistare quella montagna, ma il suo libro, che descrive le sue avventure sulle Alpi, contribuì a scatenare una mania per l'alpinismo e a costituirlo come uno sport legittimo. (Detto questo, oggi è ricordato soprattutto come il giudice integralista che mandò in galera Oscar Wilde per condotta immorale, affermando che chiunque fosse coinvolto in atti omosessuali “deve essere sordo ad ogni sentimento di vergogna”).

Dall'alpinismo all'arrampicata

L'arrampicata non è proprio la stessa cosa dell'alpinismo. Quest'ultimo ha una portata molto più ampia, comprendendo cose come l'orienteering, l'escursionismo, lo sci e la stessa scalata. L'alpinismo è associato anche alla sfida di raggiungere davvero una vetta, mentre l'arrampicata riguarda solo l'atto stesso di arrampicarsi, l'arrampicarsi fine a se stesso.

Un uomo di nome Walter Parry Haskett Smith è spesso ritenuto il padre dell'arrampicata, in quanto distinta dall'alpinismo. Nato nel 1859 e originario di un privilegiato contesto di Eton, divenne maggiorenne molto tempo dopo il boom dell'alpinismo vittoriano, ma era più interessato alla disciplina dell'arrampicata stessa. Il suo successo più iconico arrivò nel 1886, quando scalò il Napes Needle, un pungente sperone roccioso sulla montagna Great Gable nel Lake District. La qualità pittoresca del Napes Needle, la sua forma netta e chiaramente minacciosa, l'hanno resa una scalata irresistibile e la sua avventura ha aiutato l'arrampicata a farsi conoscere.

I tipi di arrampicata

Nel corso del tempo, diversi generi di arrampicata si sono evoluti e hanno preso vita. Per un lungo periodo nella prima metà del Ventesimo secolo, l'arrampicata artificiale era molto diffusa. Come suggerisce il nome, significa arrampicarsi con mezzi artificiali. Lo scalatore pianta un picchetto di metallo in una fessura della roccia e vi lega pioli di nylon sui quali lui o lei possano poi salire come su una scala, prima di ripetere il procedimento.

Tuttavia, anche nei primi tempi dell'arrampicata, molti appassionati lo ritenevano un po' come un compromesso – un modo “innaturale” di ascendere. Un primo alpinista di nome Paul Preuss archiviò tali strumenti, dicendo: “Con gli aiuti artificiali per l'arrampicata avete trasformato le montagne in un giocattolo meccanico”. Una tecnica differente, nota come arrampicata libera, alla fine divenne molto più popolare.

Questa implica l'arrampicarsi usando solo le proprie forze, attraverso il posizionamento esperto delle mani e dei piedi. L'attrezzatura è ancora utilizzata, ma solo come misura di sicurezza, con un'imbracatura di corda ad assicurare che gli scalatori non muoiano cadendo. Ci sono diverse sottocategorie di arrampicata libera tra cui scegliere, tra le quali l'arrampicata sportiva (dove l'itinerario è contrassegnato da ancoraggi ai quali gli scalatori possono agganciare i loro moschettoni mentre procedono) e l'arrampicata tradizionale (dove gli scalatori delimitano un loro itinerario con i propri strumenti mentre procedono). L'arrampicata tradizionale è ritenuta prevedibilmente il tipo più “autentico” di arrampicata, richiedendo più audacia e disciplina.

Ma quando si parla del tema spinoso dell'autenticità, c'è un tipo di arrampicata che porta la controversia a livelli elevati.

Solitaria senza assicurazione: genio o follia?

La solitaria senza assicurazione, ovvero l'arrampicata senza corda o una qualunque dotazione di sicurezza, suscita un acceso dibattito nel mondo dell'arrampicata. Molti credono che sia un'attività assolutamente irresponsabile che non dovrebbe essere incoraggiata o promossa, considerato il numero di scalatori solitari senza assicurazione che sono caduti e morti. Altri sono sbalorditi dal free solo, considerandolo come la definitiva espressione dell'arte di un rocciatore.

Probabilmente il più famoso scalatore solitario senza assicurazione del pianeta è Alex Honnold, uno scalatore americano dalle buone maniere, il cui aspetto gentile e innocente cela la sua solida risolutezza davanti a sfide che sembrano impossibili. È divenuto noto a livello mondiale per aver scalato El Capitan, una roccia torreggiante nello Yosemite National Park, che è considerata una delle massime destinazioni per rocciatori.

Come scrisse il New York Times, gli scalatori parlavano di un'arrampicata in solitaria senza assicurazione su El Capitan “con lo stesso spirito con il quale gli appassionati di fantascienza riflettono sul viaggiare ad una velocità superiore a quella della luce – come un sogno ad occhi aperti tranquillamente al di là delle possibilità umane.”

Nel 2017, Alex Honnold fece diventare il sogno impossibile una sconvolgente realtà, conquistando la ripida parete del punto di riferimento da 3000 piedi senza attrezzature di sicurezza. Per chi guarda, questo tipo di arrampicata sembra magica – un essere umano apparentemente calamitato dalla distesa piatta di una montagna spietata. Tuttavia, in realtà, un'arrampicata solitaria senza assicurazione come questa richiede mesi o anni di preparazione, di scalate di prova con corde ed un'attenta mappatura della parete, così che lo scalatore possa pianificare il miglior itinerario verso l'alto.

E perfino un solitario senza assicurazione potrebbe essere tentato di fare uso di un po' di tecnologia consentita, ad esempio il Citizen Eco-Drive Altichron: un orologio perfetto per i rocciatori grazie all'altimetro incorporato che funziona fino a 10000 metri sopra il livello del mare – nettamente più in alto dell'Everest. Le letture automatiche consentono agli scalatori di continuare ad occuparsi di superare la natura senza dover armeggiare con l'orologio. E il fatto che l'orologio sia resistente al freddo fino a -20 gradi significa che può sopportare ogni colpo di vento gelido sulle cime della montagna.

Questo discorso su vette che trafiggono i cieli e venti gelidi possono far sembrare l'arrampicata uno sforzo folle per i non-scalatori. Ma coloro che se ne intendono, quelli che hanno assaggiato la libertà trascendentale di arrampicarsi sulla natura, continueranno a farlo finché scogliere e montagne rimarranno in piedi.

Per maggiori informazioni su Citizen PROMASTER: https://www.citizenwatch-global.com/promaster/it/