Breve storia del volo

La storia della salita al cielo dell'umanità è una storia epica di artisti, visionari, pionieri… e di tante persone nelle immagini di repertorio in bianco e nero che corrono avanti e indietro, sbattendo finte ali giganti attaccate alle loro braccia. Sì, ci furono un bel po' di insensate false partenze e di esperimenti comici nel perseguimento del volo, ma alla fine ce l'abbiamo fatta. E, avendo fatto diventare realtà i sogni dei nostri lontani antenati, ora siamo alle soglie di un'era ancora più incredibile per quanto riguarda il volo.

Primi sogni e innovazioni

Il sogno di volare ha accompagnato la civiltà fin dall'inizio. Pensate ad Icaro, la figura della mitologia greca che aveva ali realizzate con penne e cera da suo padre Dedalo.

Icaro, ovviamente, finì con l'ignorare gli avvertimenti di suo padre e volò troppo vicino al sole. I raggi sciolsero le sue ali delicate e lo fecero precipitare indietro sulla Terra bruscamente. La storia è un avviso permanente contro le insidie dell'arroganza, dell'incoscienza e del mancato ascolto dei buoni consigli. Ma può anche essere interpretata in una maniera più toccante, come una celebrazione dell'ingegnosità umana e della possibilità di conquistare la natura passando per i cieli.

In Cina, aquiloni capaci di sollevare le persone dal suolo divennero una primitiva forma di tecnologia per il volo. Questa, tuttavia, fu una pietra miliare tutt'altro che gloriosa, essendo stata messa a frutto in modo sadico dall'Imperatore Wenxuan nel 6° secolo. Si dice che avrebbe punito criminali e avversari politici imbrigliando i loro corpi con stuoie di bambù giganti e gettandoli giù da torri, godendosi lo spettacolo di uomini che fluttuavano e alla fine si schiantavano.

Improvvisando

Molti dei primi tentativi di volo furono un po' troppo ossessionati con l'emulazione diretta degli uccelli. Un esempio lampante fu il caso di Abbas ibn Firnas, uno scienziato, musicista, poeta e genio a tutto tondo nell'Andalusia del 9° secolo. Secondo un celebre resoconto storico, Firnas avvolse letteralmente il suo corpo nelle piume, si legò delle ali fatte di bambù e seta, e si lanciò da una collina. Si dice che in realtà riuscì a volare per una certa distanza prima di atterrare, in un modo che ricorda i moderni deltaplani.

Un'anima affine, operante secoli dopo, fu John Damian. Anche quest'uomo italiano alla corte di Giacomo IV di Scozia provò ad attaccarsi ali improvvisate e a lanciarsi da un punto elevato (nel suo caso, il Castello di Stirling). Precipitò subito e si ruppe una gamba, apparentemente dando la colpa al disguido sul fatto di aver usato piume di pollo sulle sue ali piuttosto che quelle di un'aquila.

Nel contempo, uno dei più noti sognatori del volo fu Leonardo da Vinci, le cui complesse bozze di macchine volanti sono entrate nella tradizione dell'ingegneria. Nonostante nessuna di loro abbia mai lasciato il tavolo da disegno, i progetti – che includevano un tipo di elicottero e un deltaplano – ci affascinano ancora oggi come una finestra nella sua immaginazione pionieristica.

L'Era del Pallone

Molto tempo prima che arrivassero i fratelli Wright, un'altra coppia di fratelli pionieri contribuì a trascinare il mondo nell'era del volo. Furono Joseph-Michel and Jacques-Étienne Montgolfier, produttori di carta in Francia, che divennero ossessionati dalle possibilità di usare palloni ad aria calda come mezzi per l'ascensione umana.

Nel settembre del 1783, condussero un esperimento scenografico caricando su un pallone ad aria calda esseri viventi per la prima volta in assoluto. C'era un'anatra che fungeva da controllo, perché essendo un animale volante si sapeva già essere immune ai possibili effetti negativi dell'arrivo ad un'elevata altitudine. C'era un pollo, per vedere se ci fossero davvero stati effetti negativi su un uccello che non era in grado di volare ad elevate altitudini. E c'era una pecora, che era sostanzialmente una controfigura umana.

Eseguito al cospetto di Luigi XVI e Maria Antonietta, il volo fu un successo e gli animali atterrarono illesi. E così, il primo volo umano libero e senza restrizioni in un pallone ebbe luogo nel novembre di quell'anno, con a bordo lo scienziato Jean-François Pilâtre de Rozier e l'aristocratico François d’Arlandes. Qualche anno dopo, de Rozier – uno spericolato che una volta testò l'infiammabilità dell'idrogeno mettendone un po' in bocca e soffiando su una fiamma – divenne una delle prime vittime di un disastro aereo quando il suo pallone si schiantò fatalmente nel corso di un tentativo di attraversare il Canale della Manica.

Gli straordinari aerei

Le mongolfiere alla fine aprirono la strada ai dirigibili – creazioni immense, rigide, più leggere dell'aria che annunciarono l'alba dei viaggi aerei commerciali. Tuttavia, disastri come quello che accadde all'Hindenburg – che esplose mentre provava ad atterrare nel 1937 – fecero in modo che gli “Zeppelin” furono destinati ad essere solo una nota a margine della tecnologia che avrebbe davvero cambiato il mondo: l'aeroplano.

Uno dei grandi pionieri dell'aeroplano è un uomo il cui nome è stato stranamente dimenticato: Sir George Cayley, un ingegnere inglese che ideò i principi base del volo in aereo all'inizio del 19° secolo. Elaborò i concetti di sollevamento e spinta come due aspetti separati del volo e realizzò il progetto classico dell'aeromobile, una fusoliera con ali fisse. Nel 1853, il suo aliante trasportò il vetturino John Appleby sopra Brampton Dale, rendendo Appleby un apripista dell'aviazione piuttosto riluttante (le sue prime parole all'atterraggio furono: “Sir George desidero avvisarla. Sono stato assunto per guidare, non per volare”).

Ovviamente, sono i fratelli Wright ad essere sinonimi della nascita dell'aeroplano. Orville e Wilbur, che iniziarono le loro carriere come riparatori di biciclette prima di interessarsi all'aviazione, costruirono il primo aereo più pesante dell'aria alimentato per realizzare un volo prolungato con un pilota a bordo. Era il Wright Flyer, che decollò il 17 dicembre del 1903 nella Carolina del Nord, e cambiò il corso sia dei viaggi che della guerra (il primo raid aereo nella storia ebbe luogo nel 1911, durante la Guerra Italo-Turca, quando un pilota italiano di nome Giulio Gavotti lanciò bombe a mano dal suo monoplano).

Il futuro del volo

Le pietre miliari continuarono ad arrivare da allora, con l'avvento del motore jet e la rottura della barriera del suono da parte del pilota collaudatore statunitense Chuck Yeager nel 1947 (ci riuscì nonostante avesse due costole fratturate dopo una caduta da cavallo di qualche giorno prima, addirittura).

Ovviamente, altre tecnologie hanno tenuto il passo con l'era dei jet. Prendete ad esempio l'orologio da pilota Citizen Promaster Eco-Drive Radio-Controlled, che è dotato di una scala aerea e aggiorna automaticamente l'ora esatta in 24 città di tutto il mondo. Il celebre Eco-Drive significa anche che la luminosità ambientale è tutto ciò di cui l'orologio ha bisogno per funzionare perfettamente e perennemente durante i lunghi viaggi.

L'orologio da pilota Citizen Promaster Eco-Drive Radio-Controlled è stato progettato pensando ai viaggiatori esperti. E sempre più persone tra di noi potrebbero rientrare in quella categoria negli anni a venire, se gli aerei elettrici – con il loro ridotti livelli di rumore ed emissioni – diventeranno convenzionali come predicono molti esperti. Inoltre c'è la possibilità elettrizzante dei viaggi aerei ipersonici, con la promessa di aerei che viaggiano al quintuplo della velocità del suono, in grado di portare passeggeri da Londra a New York in appena un'ora o quasi.

Per maggiori informazioni su Citizen PROMASTER: https://www.citizenwatch-global.com/promaster/it/