Strage di Capaci
Il giudice Giovanni Falcone e la sua scorta vengono massacrati da un'esplosione nella Strage di Capaci. Falcone stava tornando, come era solito fare nei fine settimana, da Roma. Il jet di servizio partito dall'aeroporto di Ciampino intorno alle 16:45 arriva a Punta Raisi dopo un viaggio di 53 minuti. Lo attendono tre autovetture gruppo di scorta sotto comando del capo della squadra mobile della Polizia di Stato. Le auto lasciano l'aeroporto imboccando l'autostrada in direzione Palermo. La situazione appare tranquilla, tanto che non vengono attivate neppure le sirene. Su una strada parallela, una macchina si affianca agli spostamenti delle tre Croma blindate, per darne segnalazione ai killer in agguato sulle alture sovrastanti il litorale; sono gli ultimi secondi prima della strage. Otto minuti dopo, una carica di cinque quintali di tritolo posizionata in un tunnel scavato sotto la sede stradale nei pressi dello svincolo di Capaci-Isola delle Femmine viene azionata per telecomando dal sicario incaricato da Totò Riina. La detonazione provoca un'esplosione immane ed una voragine enorme sulla strada. In un clima irreale e di iniziale disorientamento, altri automobilisti ed abitanti dalle villette vicine danno l'allarme alle autorità e prestano i primi soccorsi tra la strada sventrata ed una coltre di polveri.
Savonarola muore sul rogo
Il frate domenicano Girolamo Savonarola, che si era guadagnato un largo seguito nella città predicando con grande vigore contro il lusso della signoria medicea e la politica nepotistica del corrotto pontefice Alessandro VI termina la sua vita sul rogo, per mano dei suoi stessi concittadini. Il governo popolare da lui instaurato nella repubblica fiorentina spinge le famiglie patrizie e i sostenitori dei Medici a coalizzarsi contro di lui. Nel 1498 le famiglie aristocratiche più potenti riescono a isolare Savonarola ed a farlo condannare come eretico. Il 23 maggio 1498 una breve processione porta Savonarola e due suoi compagni dal Palazzo della Signoria ai gradini della catasta eretta in piazza.
Bonnie and Clyde
Il 23 maggio 1934 è la data della morte di Bonnie Parker e di Clyde Barrow. Bonnie (nata nel 1910 a Rowena) aveva conseguito ottimi risultati negli studi e vinto un concorso letterario. A sedici anni si era sposata, ma il matrimonio aveva avuto una breve durata. Clyde (nato nel 1909 a Telico) veniva da una famiglia di agricoltori ed iniziò molto presto la sua "carriera" di malvivente, tanto che il suo primo arresto risale al 1926. Nel gennaio del 1930 Bonnie and Clyde si conobbero a casa di una comune amica e fu un vero e proprio colpo di fulmine. Si innamorarono e iniziarono a vivere insieme. Clyde nel corso di una rapina commise un omicidio. Decisero così di fuggire e nascondersi. Fu un succedersi di rapine e di fughe fino al 23 maggio del 1934, quando furono uccisi dalla polizia, in una piccola strada della Louisiana, in un agguato organizzato dalla polizia con l'aiuto di un componente della loro banda. Il mito di Bonnie and Clyde è stato celebrato in diverse ballate e canzoni come pure nel cinema e in televisione.



