Succede Oggi

Fine della guerra civile spagnola

Con la resa dei repubblicani di Madrid termina, dopo tre anni di scontri sanguinosi, la guerra civile spagnola. Tutto era cominciato nel 1936, quando il generale Francisco Franco aveva sollevato una rivolta militare reazionaria in Marocco spaccando la Spagna in due, con i repubblicani da una parte e i nazionalisti dall'altra. I repubblicani, in cui confluivano, tra l'altro, patrioti catalani e baschi, più un'inquieta frangia di radicali di sinistra, subirono gravi perdite. Franco chiese aiuto ai regimi fascisti di Germania e Italia, mentre i repubblicani furono sostenuti dall'URSS, che però in seguito li abbandonò. In soccorso della causa libertaria migliaia di idealisti accorsero da ogni parte d'Europa e d'America costituendo le Brigate Internazionali. All'inizio del 1939 la Catalogna si arrese a Franco, seguita di lì a poco da Madrid. Il conflitto fu il più devastante della storia spagnola e costò la vita ad un milione di persone.

Succede anche

La Battaglia di Capo Matapan

Il 28 marzo 1941 una squadra navale della Mediterranean Fleet, costituta da unità britanniche ed australiane, sferra un'attacco notturno contro la flotta italiana. A Capo Matapan, in prossimità della costa meridionale del Peloponneso, la flotta inglese intercetta la squadra navale italiana, comprendente la corazzata Vittorio Veneto, 8 incrociatori, 4 cacciatorpedinieri. Le navi italiane erano impegnate nella zona a ostacolare i convogli alleati che dai porti egiziani rifornivano di materiali da guerra le truppe alleate in Grecia. L'attacco di sorpresa dei britannici, provoca l'affondamento di tre incrociatori pesanti e due cacciatorpediniere, la Vittorio Veneto, pur danneggiata, riesce a sfuggire all'inseguimento. I danni materiali - e morali - inflitti alla marina italiana sono gravidi di conseguenze. Gli inglesi ottengono con la battaglia di Capo Matapan il pieno controllo del Mediterraneo.

Personaggi Famosi

Francesco De Sanctis

Il 28 marzo del 1817 nasce a Morra Irpina (AV), Francesco de Sanctis, il maggiore critico e storico della letteratura italiana dell'Ottocento. La sua attività di docente al collegio militare della Nunziatella lo portò a trattare problemi di carattere letterario linguistico ed estetico. Partecipò ai moti del 1848 e restò recluso a Castel dell'Ovo fino al 1853 quando si rifugiò a Torino. Trovò un impiego da insegnante in una scuola femminile e collaborò con vari giornali, tenne conferenze e lezioni che per i loro interesse e la novità gli valsero l'offerta di una cattedra di letteratura al Politecnico di Zurigo dove De Sanctis restò dal 1856 al 1859 affinando il suo metodo critico. Con la liberazione dell'Italia meridionale nel 1860 potè tornare in patria e si dedicò sia all'attività polityica che a quella di critico e storico, fu anche governatore della provincia di Avellino. Nel 1861 fu eletto deputato e divenne ministro della Pubblica istruzione nei gabinetti Cavour e Ricasoli. Nel '62 passò all'opposizione e dopo il fallimento delle elezioni nel '65 riprese a lavorare alla "Storia della letteratura italiana" che tra i suoi numerosi lavori verrà considerata il capolavoro dei suoi studi critici. Muore a Napoli nel 1883.