Succede Oggi

Il Trattato di Versailles

Il 28 giugno 1919 nella sala degli specchi del palazzo di Versailles, presso Parigi, i rappresentanti delle maggiori potenze europee firmano il trattato che ridisegna la carta politica del vecchio continente alla fine della Prima Guerra Mondiale. Nelle durissime condizioni imposte alla Germania - che perde circa un ottavo del suo territorio, le sue colonie, ed è costretta a pagare ingenti danni di guerra, a rinunciare al servizio di leva ed alla marina da guerra, e ad accettare una drastica riduzione delle forze armate - risulta evidente il contrasto tra l'ideale di una pace democratica e l'obiettivo francese di una pace punitiva. L'umiliazione subita ed i problemi economici provocati alla Germania dal dover far fronte a un pagamento di oltre 30 miliardi di dollari sono tra le cause al lungo termine dell'ascesa al potere Adolf Hitler.

Succede anche

Keynes prevede il caos economico

Il 28 giugno 1919, lo stesso giorno della firma del trattato di Versailles a Parigi, John Maynard Keynes lancia l'allarme sostenendo che i risarcimenti di guerra imposti alla Germania provocheranno seri problemi all'economia mondiale. Quando la disastrosa inflazione tedesca e la depressione mondiale dimostrarono che aveva ragione, Keynes suggerì di utilizzare la spesa pubblica per creare occupazione. Fu un brillante economista ed è in gran parte grazie alle sue idee che sono nati il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale.

Personaggi Famosi

Jean-Jacques Rousseau

Il 28 giugno 1712 nasce a Ginevra il filosofo svizzero di lingua francese Jean-Jacques Rousseau, uno dei più celebri e influenti pensatori dell'Illuminismo francese. Cresciuto con uno zio materno alla morte dei genitori, conduce una vita disordinata ed errabonda, praticando diversi mestieri: precettore a Lione (1740), copista di musica a Parigi (1741), segretario a Venezia (1743) del signore di Montaigu, ambasciatore del re di Francia. Ritornato a Parigi (1744) dopo un litigio con il diplomatico, Rousseau fece rappresentare con successo in una casa privata la sua opera lirica Le muse galanti (1745), divenne segretario di una dama del gran mondo e fu da questa presentato a Madame d'Epinay (1749). La protezione di quest'ultima gli schiuse le porte dei salotti alla moda, mentre l'amicizia di Diderot, su invito del quale scrisse alcune voci di argomento musicale per l'Enciclopedia, stimolò il suo pensiero alla meditazione filosofica. Nei due Discorsi del 1750 e del 1754 Rousseau svolge una critica morale della società contemporanea, giudicata falsa e corrotta, avida, ambiziosa, tesa alla sopraffazione. Rousseau sostiene che tali mali non sono connaturati all'uomo, bensì connessi alla disuguaglianza economica. Alla società coeva egli opponeva uno stato di natura in cui gli uomini vivevano "liberi, sani, buoni e felici". In tal modo, Rousseau si contrappose agli altri illuministi, in quanto all'ottimismo scientifico e filosofico di questi sostituiva una visione morale fondata sui valori dell'interiorità e sulla considerazione dello stato presente come condizione di decadenza e di corruzione rispetto a uno stato originario. Con "Il contratto sociale" (1762), Rousseau delineò un modello di convivenza politica in cui l'individuo, pur obbedendo alla legge, non cessava però di essere libero, poiché la legge, anziché essere espressione dell'arbitrio di un sovrano assoluto, esprime la volontà generale, quindi, obbedendo a essa, l'individuo obbedisce a se stesso, poiché l'io di ciascuno si identifica con l'io di tutti.