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WWII - La guerra degli italiani

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1940-1945: cinque anni di scontri, bombardamenti a tappeto, massacri di civili innocenti. Cinque anni di illusioni imperiali e di delusioni nazionali. La guerra degli italiani che diventa guerra tra italiani. E poi, alla fine, un’Italia diversa.

In occasione del settantesimo anniversario dell’entrata in guerra del nostro Paese, History Channel propone un vero e proprio tuffo nel passato per capire come i nostri nonni e padri vissero e sentirono quel conflitto. Prodotto da Wilder per Fox Channels Italy, con la regia di Davide Savelli, WORLD WAR II – LA GUERRA DEGLI ITALIANI racconta in cinque episodi il conflitto attraverso una nuova prospettiva.

Con filmati amatoriali inediti e materiali d’archivio italiani e internazionali, la serie propone infatti la storia dei grandi eventi raccontata dal basso, attraverso le parole della gente comune che ne fu protagonista.
La serie ripercorre le fasi del conflitto attraverso le testimonianze dirette dei sopravvissuti, i diari e le lettere di chi partecipò attivamente a quegli eventi. World War II – La Guerra degli Italiani presenta infatti nove storie di ufficiali, soldati semplici, partigiani, repubblichini, spie ed infermiere che fanno da filo conduttore all’intero racconto.
Tra i protagonisti figurano Alfonso Felici (divenuto dopo la guerra aiuto regista di Frank Capra), reclutato dall’OSS (Office of Strategic Service), il servizio segreto militare degli Stati Uniti; l’ammiraglio Ugo Foschini, che, dopo l’armistizio del 1943, presta servizio a bordo di navi italiane che operano al fianco degli alleati angloamericani ma si rifiuta di combattere contro gli equipaggi appartenenti alla Repubblica Sociale Italiana (RSI); l’ebreo Giuseppe Sajeva, che decide di unirsi ai partigiani piemontesi; Marco Janni, giovanissimo volontario nella RSI. E ancora: gli spettatori di History Channel conosceranno la storia di Gebresilasie Beraki, un ascaro ossia uno di quei soldati delle colonie africane appartenenti all’Italia che combattevano insieme all’esercito regolare del nostro Paese, o quella di Antonia Setti Carraro (madre di Emanuela, che morì nel 1982 insieme al marito Carlo Alberto Dalla Chiesa, uccisi dalla mafia), che prestò servizio come crocerossina dal 1940.

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COMMENTI
  • 07.07.10 | 16.48 // ibabbo
    Perchè non parlare delle belle navi che non tenevano il mare.Oppure degli incrociatori senza corazzatura,delle petroliere che scaricavano benzina in mare, visti da un nostro cacciatorpediniere il comandante chiede spiegazioni a Supermarina che gli risponde di lasciare subito la zona.Perchè non parlare delle portaerei spreco di navi,risorse e tempo sù l'idea che qualsiasi pilota può atterrarci sopra.Ai giapponesi ci sono voluti 20 anni per avere una adeguata forza aerea imbarcata,Supermarina pensava di farlo in 3 giorni.Però ho letto tanti libri,ascoltato tanti reduci che mi hanno fatto vedere il valore del soldato italiano con le molotov contro i carri o all'arma bianca o attaccato a testa in giù insieme al Duce come quel dirigente comunista,di cui non ricordo il nome,ma che in quel momento si sentiva prima di tutto un italiano e un patriota.
  • 07.07.10 | 16.25 // ibabbo
    Ancora una volta un documentario sul pressappochismo,antica malattia tipicamente italiana.quello che non tollero di questi bidoni di immagini, è che non spiegano di chi era la responsabilità della disfatta.Tale colpa è stata data soltanto al duce e ai suoi discepoli in camicia nera.Perchè non parlare delle scarpe di cartone,o dei carriarmati ideati per accompagnare la fanteria e non come arma corazzata.O della FIAT-ANSALDO,che non volle costruire il panzer KPZW 3,di cui i tedeschi ci avrebbero passato i disegni, ci volevano motori da 300cv che non producevano,alla ISOTTA FRASCHINI però sì, ma essa non faceva parte del gruppo FIAT.Neanche Mussolini in persona riuscì a farli smuovere.perchè non parlare di Supermarina che era evidentemente filoinglese e che mandava al macello i suoi marinai. ITALIANI!!! Perchè non parlare delle divisioni autotrasportabili mandate nel deserto,da Superesercito,naturalmente.oppure dei 100 carri M11/39 mandati in Africa senza i necessari filtri antisabbia.O le divisioni mandate in Albania senza armi senza munizioni.Oppure dei mortai che si ghiacciava l'acqua dei sistemi di puntamento,mentre i greci ci bombardavano con gli stessi mortai acquistati in Italia,però coi sistemi di puntamento immersi nell'alcool che non ghiaccia,glielo avevano assicurato alla ditta costruttrice.
  • 05.07.10 | 13.44 // cello63
    intendevo dire la colonna sonora.Grazie ancora
  • 05.07.10 | 13.43 // cello63
    Gentile redazione vorrei sapere di chi è la stupenda colonna di questa serie.
    Grazie massimo
  • 27.06.10 | 10.02 // Wüstenfuchs
    Gentilissima redazione
    vorrei congratularmi con voi per questo documentario molto toccante
    che state mandando in onda.
    Oramai poter disporre dei racconti dei reduci diventa sempre più difficoltoso e senza questo vostro lavoro molto probabilmente andrebbero perse per sempre!mi auguro che in futuro c'è ne possano essere altri e magari sperare anche nell'uscita di un DVD in modo tale da poter disporre di questo "tesoro" ogni volta che si vuole!
    distinti saluti e ancora grazie
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