John Dickie

Cresciuto nel Leicestershire, ha studiato alla Loughborough Grammar School e al Pembroke College di Oxford. Ha frequentato l'Università del Sussex, si è specializzato in Italia ed è docente di Studi Italiani presso l'University College di Londra, dove insegna dal 1993.

Le sue ricerche riguardano la rappresentazione del sud Italia, il nazionalismo italiano e l'identità nazionale, la storia culturale dell'Italia liberale, la criminalità organizzata, la cucina italiana.

È l'autore di molti libri dedicati alla storia del nostro Paese: Cosa nostra. Storia della mafia siciliana (Roma, 2007), Una catastrofe patriottica. 1908: il terremoto di Messina (Roma, 2008), Con gusto. Storia degli italiani a tavola (Roma, 2009) Onorate società. L’ascesa della mafia, della camorra e della ‘ndrangheta (Roma, 2012) e Mafia Republic (Roma, 2014).

È stato il presentatore dei documentari Mafia Bunker, Sacro Denaro e Chiesa Nostra, tutti andati in onda su History (canale 407 di Sky).

Cipolla rossa di Tropea

Importata dai marittimi di Tropea e Parghelia dalla Fenicia, ha preso il nome dal più importante centro commerciale dell'epoca. Plinio il Vecchio ne enumerava le doti curative nella prima enciclopedia della Storia, la "Naturalis Historia" del 77 dc. Oggi è riconosciuta con il marchio di origine protetta IGP ma da sempre tinge e addolcisce i piatti della tradizione calabrese.

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Tartufo d’Alba

Già presente nelle ricette dei Sumeri che lo mischiavano all'orzo e ai ceci, il tartufo ha un'origine misteriosa. Per Plinio il Vecchio era "fra quelle cose che nascono ma non si possono seminare" perciò Plutarco azzardò che potesse generarsi dall'azione combinata dell'acqua, del calore e dei fulmini. In seguito, si fece largo la credenza popolare che fosse il cibo delle streghe.

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Caffè Valdostano

In Valle D'Aosta il caffè si fa con la grappa. Si tratta del tradizionale café à la cognèntse, di Cogne, che si diffuse fra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento. Quello che lo rende unico al mondo, però, è il modo comunitario di berlo in un apposito contenitore di legno intagliato, con diversi beccucci: la Coppa dell'amicizia, che viene passata di mano in mano fra i commensali.

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